Roberto Mercadini

Roberto Mercadini (Cesena, 1978) è autore e divulgatore. Porta sulle scene di tutta Italia i suoi monologhi teatrali, e il suo canale YouTube conta più di 200.000 iscritti. Con Rizzoli ha pubblicato Storia perfetta dell’errore (2018), Bomba atomica (2020), vincitore del torneo letterario di Robinson, e La donna che rise di Dio (2023). Dal 2023 è ospite fisso in prima serata su Rai 3 a Splendida cornice, e a febbraio 2026 è uscito: Io dico l’universo. La rivoluzione scientifica e Galileo: lo sconosciuto che sconvolse il mondo (Rizzoli).

Edizioni straniere

La donna che rise di Dio (Rizzoli, 2023)

Francese: Les Belles Lettres

L’ingegno e le tenebre (Rizzoli, 2022)

Arabo: Pop Libris
Francese: Les Belles Lettres
Polacco: Uniwersytet Jagiellonski

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Roberto Mercadini intreccia storia, scienza, religione, letteratura e filosofia, trasformando la conoscenza in un racconto ironico e sorprendente. Nei suoi libri, monologhi e interventi parte da personaggi, testi e avvenimenti del passato per far emergere domande profondamente contemporanee: che cosa significa essere umani, come costruiamo il sapere, quale rapporto abbiamo con il linguaggio, la natura, il progresso e la memoria.

Attraverso un uso coinvolgente della voce, il ritmo e l’umorismo, rende accessibili argomenti complessi senza rinunciare alla loro profondità. Dalla Bibbia ebraica all’evoluzionismo, da Leonardo e Galileo alla bomba atomica, Mercadini crea connessioni inattese tra epoche e discipline, invitando il pubblico a osservare il mondo da prospettive sempre nuove.

Focus: arte – storia – scienza – universo – religione

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Spettacoli

Gli spettacoli teatrali di Roberto Mercadini: dalla pagina alla scena, tra racconto, teatro e performance.

Fuoco nero su fuoco bianco: Racconto tentacolare dalla Bibbia ebraica

Nella Bibbia ebraica c’è l’umorismo ebraico.
Se l’affermazione precedente vi ha sorpreso, forse non avete mai letto per intero l’esilarante storia del duello fra Davide e Golia, non sapete perché Isacco si chiama così, né quale feroce satira antimonarchica si celi dietro il nome “Saul”. La tradizione ebraica descrive la Bibbia come “fuoco nero su fuoco bianco”.
Se l’affermazione precedente vi ha sorpreso, forse non sapete di quale incandescenza rifulgano le visioni di Isaia, il grido di Kohélet e molte altre cose. Ho tracciato un monologo, un viaggio fra gli infiniti possibili dentro la Bibbia. Il libro di Giona è la rotta seguita in questa navigazione attraverso il tempestoso mare della sapienza ebraica. Ad ogni capitolo si tocca un porto e si spalanca un mondo.

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Dante: Più nobile è il volgare

Non si può fare quello che ha fatto Dante senza essere innamorati a sangue della parola; senza essere ossessionati dal suono delle diverse lingue, dal senso dei singoli vocaboli; senza essere permeati anima e corpo dal linguaggio. Nella Divina Commedia si snodano le più magnifiche e impressionanti immagini dell’oralità. Il rogo eterno da cui esce la voce di Ulisse, che si agita al vento “come fosse la lingua che parlasse”. Le miriadi di luci angeliche che fluttuano irradiando miracolosamente parole cantate. E poi le bocche dei dannati e dei demoni che talvolta, degenerando, vengono ridotte alla loro funzione animalesca e restano disperatamente mute. Ma Dante è capace anche di riflessioni straordinariamente profonde e sorprendentemente moderne. È l’autore del De vulgari eloquentia, il primo trattato teorico sulla nostra lingua. Proprio in apertura di quest’opera, confrontando il latino e il volgare, l’Alighieri scocca un giudizio spiazzante, apparentemente paradossale: delle due lingue “nobilior est vulgaris”, ossia “la più nobile è il volgare”. Un monologo per innamorarsi della parola e, in particolare, della lingua che parliamo.

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Little boy: Storia incredibile e vera della bomba atomica

“Little boy”, alla lettera “ragazzino”: questo è il nome in codice della bomba atomica sganciata su Hiroshima il 6 agosto del 1945. Con un sarcasmo atroce, si è dato un nomignolo affettuoso all’ordigno che provocherà la più grande strage di tutti i tempi: 160 000 vittime.
Questa storia è tutta così, dall’inizio alla fine: cioè dai primi risultati della fisica quantistica all’esplosione.
Così: ossia piena di estremi che si toccano: piena di ironia e di orrore, di calcoli perfetti e di casualità assurde, genio e idiozia, domande che hanno troppe risposte o che non ne hanno nessuna.
Ed è piena anche di “little boys”, di “ragazzini”: Niels Bohr che, ancora studente, sbalordisce il suo insegnante di fisica con una risposta apparentemente sconclusionata; Werner Heisenberg che a soli 21 anni sarà già collaboratore di Bohr e che vincerà il premio Nobel a 31; Enrico Fermi che a 14 anni darà già segno di una intelligenza quasi inquietante divorando un libro apparentemente illeggibile: un testo di fisica del 1800, scritto in latino e lungo 900 pagine.

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